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andreabenedino
Amo in te l'impossibile, ma non la disperazione (Nazim Hikmet)


Diario


2 dicembre 2008

Vignette

Scusandomi per l'assenza (ma continuo a scrivere su Facebook, quindi fatemi amico!!), vi segnalo queste due vignette che circolano in rete, realizzate da alcuni amici indignati per la recente presa di posizione del Vaticano in sede ONU contro la depenalizzazione dell'omosessualità. Oggi peraltro è seguita la posizione contro la convenzione sulla disabilità, motivata con l'assenza di un riferimento esplicito di condanna all'aborto. Io non ho parole: ma dove pensano di andare i gerarchi vaticani, continuando su questa strada?




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14 novembre 2008

Better


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11 novembre 2008

PDLO




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10 novembre 2008

Tonight with LIZA!!



NEW YORK, NEW YORK

Start spreading the news,
I'm leaving today.
I want to be a part of it, New York, New York.
These vagabond shoes,
Are longing to stray,
And make a brand new start of it
New York, New York
I want to wake up in the city that doesn't sleep,
To find I'm king of the hill, top of the heap.
These little town blues,
Are melting away.
I'll make a brand new start of it,
In old New York.
If I can make it there,
I'll make it anywhere,
It's up to you, New York, New York.

New York, New York.
I want to wake up, in the city that doesn't sleep
To find I'm king of the hill, top of the heap
Crome of the crop and the top of the heap.
My little town blues
Are melting away
I'll make a brand new start of it,
In old New York.
If I can make it there,
I'll make it anywhere,
Come on, Come though, New York, New York.


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4 novembre 2008

Risposta a Veltroni

 

COMUNICATO STAMPA

CASO BINETTI: Benedino e Lo Giudice (PD) “Bene Veltroni, ma quelle sono diffamazioni e non opinioni politiche. Attendiamo il responso della Commissione”

                       

 

Le parole espresse da Walter Veltroni questa mattina a proposito delle dichiarazioni razziste ed omofobe di Paola Binetti sono molto importanti, perché chiariscono una volta di più come la linea del Partito Democratico sia del tutto opposta alle opinioni della deputata teo-dem (verrebbe da dire: ci mancherebbe altro!).

Tuttavia non riteniamo sufficiente archiviare la cosa come libera espressione di un’opinione politica personale. Paola Binetti è un’esponente nazionale del PD. Le sue posizioni, per quanto minoritarie ed espresse a titolo personale, additano all’opinione pubblica come potenziali criminali milioni di cittadini. Siamo lieti di sapere – ne eravamo certi – che queste posizioni non corrispondono a  quelle del segretario nazionale. Vogliamo ora sapere dagli organi di garanzia del  PD se la definizione degli omosessuali come potenziali pedofili sia o meno compatibile con quei valori di contrasto alle discriminazioni che abbiamo inserito nei documenti fondativi del partito.

Ci chiediamo che cosa sarebbe successo se un nostro parlamentare avesse sostenuto che tutti gli ebrei sono potenziali usurai o che i cittadini di colore sono un popolo inferiore: forse che l’omofobia è da punire meno gravemente del razzismo e dell’antisemitismo? Non secondo il Parlamento europeo, che ha approvato nel 2006 una risoluzione in cui assimila omofobia ad antisemitismo e xenofobia, e che per molto meno ha rigettato – col voto dei nostri parlamentari – la nomina di Rocco Buttiglione  a Commissario Europeo.

Diceva Albert Einstein che “È più difficile disintegrare un pregiudizio che un atomo” e qui sta la gravità della sottovalutazione da parte dei dirigenti del PD delle parole espresse da Paola Binetti.
Come già chiarito nei giorni scorsi, nei ricorsi da noi presentati alla Commissione Nazionale di Garanzia non è contenuta alcuna richiesta di espulsione: chiediamo che vengano assunte tutte le più opportune decisioni, a discrezione della Commissione, relativamente alla compatibilità delle opinioni espresse da Paola Binetti con lo Statuto, il Codice Etico e il Manifesto dei Valori del PD. Restiamo quindi fiduciosi in attesa di un pronunciamento ufficiale della Commissione stessa.

 

Andrea Benedino e Sergio Lo Giudice

Componenti dell’Assemblea Costituente Nazionale del PD

 

Per informazioni: 348-3427447


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2 novembre 2008

Pd, Binetti rischia il "processo" per le frasi sugli omosessuali

Da "La Repubblica" di oggi 2 novembre 2008

Martedì la commissione di garanzia. Lei si scusa: fraintesa

GOFFREDO DE MARCHIS

ROMA - La teodem Paola Binetti rischia un processo formale dentro il Partito democratico. Non c´è più infatti solo la polemica aspra con gli omosessuali del Pd e l´ala laica, ma l´avvio di una procedura della commissione nazionale di garanzia. Tutto nasce dalle parole della deputata cattolica al Corriere. Qualche giorno fa la Binetti, commentando la decisione del Vaticano di escludere i gay dal sacerdozio, aveva come al solito alzato il tiro sostenendo che le tendenze omosessuali fortemente radicate possono sfociare nella pedofilia. Una teoria condannata da molti. Ma Andrea Benedino, gay, membro dell´assemblea nazionale del Pd, ha voluto passare ai fatti e ha "denunciato" la Binetti al partito per «incompatibilità ai sensi dell´articolo 41 dello statuto e della carta dei valori». 
Il ricorso di Benedino deve aver spaventato la Binetti che ieri in un lungo comunicato ha chiesto «pubblicamente scusa» e giurato «rispetto assoluto per i gay. Sono stata fraintesa». Però la teodem non ha smentito una sola parola dell´intervista e ha confermato che la pedofilia può nascere «da gravi problemi affettivi e relazionali qualunque sia l´orientamento sessuale». E non è bastato a chiudere il caso. Paola Concia attacca ancora: «Le sue tesi sono fuori dal Pd». E i gay non vogliono ritirare il ricorso. La commissione di garanzia si riunisce martedì e troverà sul tavolo la denuncia già consegnata nella sede del Pd. 
Ma può davvero essere espulsa la Binetti? Il presidente vicario dell´organismo Luigi Berlinguer va con i piedi di piombo: «Per prima cosa dobbiamo vedere se è nostra la competenza. Potrebbe intervenire in prima istanza una commissione di garanzia territoriale». Ma se la procedura rimarrà nazionale allora il "processo" alla Binetti appare inevitabile. «In quel caso - spiega Berlinguer - come abbiamo fatto per il ricorso di Parisi sulla legittimità dell´assemblea nazionale, saranno sentiti i ricorrenti e l´interessata». Basteranno le scuse della Binetti a cancellare il ricorso? No, a sentire la Concia: «Basta, la misura è colma. Lei non può più stare nel partito».


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31 ottobre 2008

GAY. BENEDINO(PD): BINETTI INCOMPATIBILE CON STATUTO DEL PARTITO

GAY. BENEDINO(PD): BINETTI INCOMPATIBILE CON STATUTO DEL PARTITO


(DIRE) Roma, 31 ott. - "Le dichiarazioni rilasciate da Paola Binetti al 'Corriere della Sera' sono in totale contraddizione con i principi stabiliti da Statuto nazionale, codice etico e manifesto dei valori del Partito democratico e rendono, a mio parere, incompatibile la presenza della suddetta deputata tra le fila del Pd". Lo afferma Andrea Benedino, componente dell'assemblea costituente nazionale del Pd.
"Per questi motivi- sottolinea- ho indirizzato un ricorso formale alla commissione di Garanzia, ai sensi dell'art.41 dello Statuto, richiedendo che vengano assunte al piu' presto tutte le piu' opportune decisioni del caso". Benedino chiede quindi "a tutti i democratici che hanno a cuore le ragioni per cui abbiamo costruito questo partito, di prendere posizione e di non tacere di fronte a parole di questa gravita' che non fanno altro che fomentare pericolosi pregiudizi e discriminazioni nei confronti dei cittadini omosessuali di questo paese". Il rischio, conclude Benedino, "in assenza di una ferma condanna da parte del partito" e' quello "di trasformare in carta straccia tutte le regole che ci siamo dati un anno fa per fondare un partito nuovo".




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31 ottobre 2008

Lo spottone di Obama




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26 ottobre 2008

25 ottobre/4 novembre

Ieri sono stato a Roma a salvare l'Italia (come diceva lo slogan della manifestazione) assieme ad altri 2.499.999 persone. E' stata una manifestazione imponente, di popolo e quel che mi auguro è che possa essere capita dai dirigenti del PD e non solo interpretata da ciascuno a proprio piacimento. Io ho sfilato con lo striscione "STOP OMOFOBIA", assieme a tante amiche ed amici. Mi ha emozionato tornare a sfilare in una manifestazione del PD assieme a Franco Grillini e ad Aurelio Mancuso e spero che ciò possa significare (almeno in parte), la fine di una diaspora che in questi ultimi anni ha prodotto solo macerie. 




La visione del Circo Massimo stracolmo di gente, poi, è stata un'emozione indescrivibile. Sarà che sono giunto a questa manifestazione con una discreta dose di scetticismo, ma ricredersi fa sempre un gran piacere in questi casi. Per dirla alla Staino (vedi la sua vignetta oggi sull'Unità) "Cribbio, l'Italia si è davvero rialzata!!"



Da ultimo, vi segnalo che sono entrato in uno stato di ansia permanente che non cesserà prima del 4 novembre, giorno in cui si conoscerà l'esito delle elezioni presidenziali americane. Per rilassarmi un po', continuo a seguire le avventure di Sarah Palin/Tina Fey al Saturday Night Live..questa volta alle prese con un imbarazzante endorsement..





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15 ottobre 2008

"Non voterò per mia suocera" si confessa il baby-genero Palin




da Repubblica di oggi 

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
NEW YORK - Il ragazzo che si è trovato in una storia più grande di lui, che centinaia di telecamere inquadravano alla Convention repubblicana, ora ha abbandonato la scuola ed è finito a fare l´apprendista elettricista in un campo petrolifero in mezzo ai ghiacci del North Slope. Levi Johnston è il giocatore di hockey diciottenne che Sarah Palin ha presentato agli americani come futuro sposo di sua figlia Bristol. Tutti li hanno visti e fotografati mentre si tenevano per mano, mentre John McCain accarezzava il pancione di lei e per giorni hanno occupato le copertine dei settimanali popolari.
Poi Levi è sparito. «La campagna di McCain mi ha detto di evitare i giornalisti», racconta a un reporter dell´Associated Press che lo ha intercettato di fronte alla porta della casa della sua famiglia, a Wasilla, mentre partiva per il suo nuovo lavoro.
Così si scopre che dietro i lustrini della campagna elettorale la realtà è ben diversa: Levi, che sta per diventare papà, non si è iscritto all´ultimo anno del liceo ma è andato a cercarsi un lavoro nel nord dell´Alaska, e tornerà a casa solo quando nascerà il figlio il 18 di dicembre. Si mostra contento - «Sarà un maschio: non vedo l´ora di portarlo a caccia e pesca, lo porterò in ogni posto con me» - ma spiega che la data delle nozze è stata spostata all´estate prossima. Si racconta che Sarah Palin avesse cercato di convincerli a un frettoloso matrimonio riparatore prima della Convention di St. Paul, poi pubblicamente avevano dovuto annunciare che le nozze sarebbero state imminenti, ora si capisce che faceva tutto parte del copione della campagna elettorale, che aveva bisogno di rassicurare conservatori e benpensanti.
Rinviare tutto di dodici mesi è come dire: vediamo come vanno le elezioni e poi liberamente decideremo se sposarci o no. «Non è vero che ci hanno forzato - ci tiene a dire Levi - ci amiamo e ci vogliamo davvero sposare. Stiamo insieme dal primo anno del liceo». Poi per rassicurare dice che ha scelto i testimoni, che saranno due compagni della sua ex squadra di hockey del liceo.
Sull´anulare sinistro ha il tatuaggio con il nome Bristol: «L´ho fatto - spiega - dopo aver perso l´anello di fidanzamento che lei mi aveva regalato, l´ho perso mentre andavo a caccia di caribù».
Alla fine il giornalista gli chiede per chi voterà e si capisce perché gli uomini di McCain gli abbiano suggerito di sparire in mezzo ai ghiacci: Levi non si è iscritto in tempo alle liste elettorali e non potrà andare alle urne. Ma non solo: «Spero che Sarah vinca, sarà mia suocera quindi non posso che augurarmi che vinca, ma a dire la verità non sono un esperto di politica. Non so niente di Barack Obama ma mi sembra un bravo ragazzo, mi piace».
(m. cal.)




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12 ottobre 2008

Torino for Obama




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7 ottobre 2008

Il fascino discreto dell'incompetenza

Vi segnalo questo articolo di Luca Sofri dall'Unità di oggi, a proposito di Sarah Palin e delle nostre Sarah Palin nostrane (e nostrani). Ma dove andremo a finire??




di Luca Sofri (dall'Unità di oggi)


Elitismo. Elitismo. Elitismo. Intanto bisogna cominciare a fare i conti con la parola, e abituarsi. Elitismo. È una brutta parola, ma non lo è. È un concetto politico e culturale, niente di cui vergognarsi. Elitismo. Ripetetela a mente mentre vediamo perché è dilagata nel dibattito politico americano, e perché bisognerebbe avere il coraggio di discuterne anche da noi.
È dilagata per via del successo del suo contrario, che gli americani hanno chiamato antielitismo. L’antielitismo, sommariamente, è quella ormai solida consuetudine per cui riteniamo più adatte a ruoli di potere e gestione della cosa pubblica persone che non ne abbiano competenze particolari o superiori alla media, ma che invece siano cittadini «come gli altri».
Persone “normali”, piuttosto che persone “speciali”. Il caso più eclatante, e che ha fatto traboccare il vaso della pazienza di molti commentatori statunitensi, è quello di Sarah Palin. Sarah Palin è andata fortissimo nelle prime settimane della sua candidatura - ora un po’ meno, che il gioco si sta facendo duro -, e di questo bisogna farsi una ragione, invece che sghignazzare dei suoi inciampi e poi ride bene chi ride ultimo. Sarah Palin è andata fortissimo per le ragioni per cui i repubblicani hanno deciso di investire su di lei, e che lei ha cavalcato da subito: sono una donna, sono una mamma, sono una come voi, vado a fare la spesa, vado a caccia, e come voi non ho un pensiero raffinato o esperto sulle cose del mondo. Ma se mi devo occupare della nuova guerra fredda, beh, da casa mia si vede la Russia, nelle giornate limpide. So di cosa parliamo.
Fa ridere, già. Ma tutto questo non è niente di nuovo. Già di Bush fu esaltata a suo tempo la sua capacità di “parlar chiaro”, e le mille gaffes di incompetenza elencate dai suoi critici in questi anni non gli hanno fatto nemmeno il solletico.
La politica americana ha insomma capito che l’antielitismo ha attecchito solidamente nei cuori degli elettori, e ha scelto di seguirne la corrente, proficuamente: Bush è stato persidente per otto anni, Sarah Palin alla fine porterà più voti di Joe Biden, piaccia o no.
Naturalmente è facilissimo trovare esempi simili di successi politici anche da noi: a cominciare dal caso di Di Pietro, del suo popolare modo di esprimersi e del suo trattore (che si suppone essere l’esperienza che gli permette di occuparsi poi di Alitalia).
Per proseguire con tutto il repertorio umano campestre e da bar della Lega, con il capitolo a parte del pappagallismo berlusconiano, fino ad arrivare agli imbarazzanti tentativi di imitazione di gente di tutt’altro rango: come quando Fassino andò al programma di Maria De Filippi, “tra la gente”. È vero che la vicinanza al popolo è sempre stata nella tradizione della sinistra italiana, ma una volta si esprimeva in forme più sincere e meno goffe.
Come ha potuto questa involuzione culturale e politica insediarsi così radicalmente nelle nostre evolute democrazie? Senza che nessuno vi si opponesse seriamente? Per una tautologica ragione: qualsiasi obiezione all’antielitismo suona elitista, e quindi viene rifiutata e offesa dai suoi stessi destinatari.
Vediamo quindi di capire l’elitismo. L’elitismo (elitismo, elitismo, elitismo) è l’idea per cui rispetto a determinate questioni, ruoli, bisogni comuni, esistano delle “élites” di persone esperte, competenti, capaci, che saranno più adeguate ad affrontarli. Le cui opinioni e azioni saranno più importanti e proficue di quelle di altri. L’antielitismo non nega questo, ma ha un approccio diverso: non è la capacità di affrontare determinati problemi a suggerire la scelta di un candidato, ma la fiducia che questo candidato trasmette a chi lo sceglie grazie al suo essergli “familiare”, diciamo. Uno di noi.
I commentatori americani in questi giorni hanno fatto spesso l’esempio della scelta di un chirurgo o di un avvocato: li vorremmo seri, ricchi di titoli ed esperienza a costo di essere persone che ci mettono in soggezione, oppure simpatici conversatori, che incontriamo al supermercato o davanti a scuola ad aspettare i bambini, con curriculum meno solidi?
Il problema dell’elitismo è che se i criteri per la scelta delle élites non sono questi, ma si trasformano in traffici e favoritismi, in nepotismi, in corporativismi fossili, le cose peggiorano insopportabilmente.
Ed è dal rifiuto di questo tipo di elitismo - che tanta parte ha avuto nella storia delle democrazie occidentali e più che mai in quella italiana - che è nato per reazione l’antielitismo attuale. Per fame disperata di fiducia, dopo decenni di inganni e tradimenti. La politica italiana non vanta da tempo buoni esempi di élites capaci e illuminate, capaci di ottenere fiducia sulla base delle proprie qualità rispetto al loro ruolo. E anche per questo, oltre che per l’imbarazzo a pronunciare la parola (elitismo, elitismo, elitismo), che non è finora esistita da noi quasi nessuna reazione elitista. Per demagogia, per paura dell’accusa di elitismo. Le élites italiane non hanno prime pietre da scagliare. E quindi si nascondono, o finiscono per seguire demagogicamente la corrente elitista. E le nostre società si trasformano da democrazie in demagogie.
Fino a che la democrazia era giovane e incompiuta, se ne mediavano le richieste più retrograde con saggi interventi correttivi. Le élites provavano a “fare cultura” in tv, in politica si aveva il fegato di fare scelte illuminate e impopolari, e si pensava fosse una “missione” quella del giornalismo, eccetera. Poi la democrazia e la sua forma mercato hanno prevalso (in altri paesi, i limiti sono stati scritti più solidamente che da noi, e resistono meglio, ma a fatica): e ora si offre quello di cui c’è domanda prevalente, per farsi eleggere, per fare share, per vendere giornali.
O anche semplicemente per farsi adulare e apprezzare, bassa demagogia, trionfo delle vanità immediate. Nessuno vuole essere ricordato più. Ammirato subito. Ecco cosa è cambiato, in Italia. Era una democrazia, è diventata rapidamente una demagogia. Di conseguenza, i leader politici eletti non sono più persone "migliori di noi" (e votate per questo), ma uguali a noi (facendosene un vanto), e anche peggiori di noi (per il nostro compiacimento). E se un tempo desiderare il male altrui era sanzionato da un sistema di valori trasmesso dalla cultura nazionale, oggi alcuni dei pensatori e leader di riferimento persino li promuovono, l’egoismo e il desiderio del male altrui.
La mediocrità. Questo abbiamo ottenuto in cambio, scegliendo persone “come noi”: il nostro peggio.




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5 ottobre 2008

Lotta all'omofobia: partire dalle scuole

Pubblico questa mia intervista a Repubblica di Torino di oggi sulla mozione presentata da SD al Comune di Torino.




Benedino: "Buona idea Il fenomeno è in crescita"

L´esponente Arcigay: Torino è un modello per le altre città 
In molti istituti si fanno interventi mirati per docenti e studenti Però è utile aumentare le iniziative

SARA STRIPPOLI
Andrea Benedino, lei è consigliere nazionale di Arcigay ed ex-portavoce nazionale dei gay del Pd. Oltre a ciò fa parte della segreteria regionale del Pd. Cosa ne pensa della proposta di Sinistra democratica?
«Il giudizio non può che essere positivo, anche se penso che non mi sembra una grande novità. Il Comune di Torino è stato apripista dai tempi in cui, nella giunta Castellani, Eleonora Artesio era assessore alla pari opportunità. Nelle scuole esiste un servizio contro le discriminazioni e con "Torino Pride" l´iniziativa è stata estesa ad altre amministrazioni sul nostro territorio. Si fanno attività nelle scuole con interventi mirati sia nei confronti degli insegnanti sia nei confronti degli studenti. Dal punto di vista della collaborazione sui temi della lotta all´omofobia Torino è un modello invidiato da altre città». 
Sta dicendo che quello che si fa è sufficiente?
«Le iniziative non sono mai sufficienti, il fenomeno della discriminazione è in crescita. All´interno delle attività contro il bullismo la lotta contro le discriminazione sessuali gioca un ruolo importante. Ben venga dunque un potenziamento». 
Si parla di incremento. Una percezione o avete dati aggiornati? 
«Non è solo una percezione, sono in aumento le denunce. Ed è un dato che deve essere considerato in chiave positiva perché con un aumento della visibilità cresce anche la volontà di non nascondere i conflitti e i casi di discriminazioni. Nei prossimi giorni, dal 13 al 19 ottobre, ci sarà a Torino un meeting organizzato dalla rete di Arcigay giovani. Arriveranno giovani da tutto il mondo, saranno affrontati questi temi e si metteranno a confronto le iniziative che si fanno sul territorio piemontese». 
Ci sono ricadute positive sugli interventi che si fanno a scuola? 
«La ricaduta c´è, ma certo la risposta non è ancora adeguata. Ricordo la difficoltà che ha avuto Arcigay anni fa quando il servizio è stato attivato. Alcuni presidi chiedevano la presenza di un sacerdote e di uno psicologo. Sembra incredibile ma quando si parla di discriminazione la par condicio sembra una condizione essenziale».




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4 ottobre 2008

Sarah Palin al Saturday Night Live

Guardatevi questa fantastica imitazione della mitica "Sarahcuda-Vispa Teresa Palin" realizzata dall'attrice comica americana Tina Fey per il Saturday Night Live. Si tratta della famosa intervista a Katie Couric, anchorwoman della Cbs, in cui la Palin ha dato ottima prova di sè.






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2 ottobre 2008

Da quale spelonca della psiche..



L´ Amaca

di Michele Serra

A parte divorzio, aborto, coppie di fatto, testamento biologico, che almeno sono grandi questioni etiche e sociali, possibile che anche un piccolo finanziamento regionale per un campo naturista possa "turbare le coscienze dei cattolici"? A quanto pare sì: una proposta di legge della Regione Piemonte per incentivare il turismo naturista (fiorente, ad esempio, in Grecia e Croazia, e noto per il rispetto rigoroso dell´ambiente e la civiltà dei suoi praticanti) naviga in cattive acque perché considerata "non prioritaria" dalla componente cattolica del Pd, che governa la regione. 
Ora, a parte che "non prioritario", escluse la nascita e la morte, è un po´ tutto quanto accade sotto il cielo, che disturbo potrà mai dare, la nudità liberamente scelta e praticata in appositi e riservati luoghi da adulti paganti? E soprattutto: anche ammesso che questa pratica disturbi qualche moralista, da quale spelonca della psiche può sortire l´istinto di ostacolarla o combatterla in qualsivoglia maniera, visto che riguarda altri, e non costringe alcuno? La domanda è banale ma è sempre la stessa, ed è cruciale: poiché nessuno obbliga un eventuale "cattolico" timorato della nudità a praticarla, perché mai costui si sente istintivamente portato a impedire ad altri di cavarsi i vestiti?




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30 settembre 2008

Nancy prima donna eclissa Hillary e Sarah



Vi segnalo questo bell'articolo di Maria Laura Rodotà sul Corriere di oggi sul ruolo svolto da Nancy Pelosi nelle trattative per l'approvazione del piano "salva-Wall Street".
Vi ricordo anche l'appuntamento per lunedì 13 ottobre alle 21 al "The Beach"  di Torino per la serata "Torino for Obama", organizzata assieme agli amici dell'"Americans in Italy for Obama". Ho saputo stamattina che con ogni probabilità avremo anche un intervento telefonico di un importantissimo esponente dei Democratici americani, o un ex ambasciatore in Italia o addirittura una governatrice. A giorni il programma definitivo.




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21 settembre 2008

Torino for Obama



Questa mattina sulla cronaca di Torino di Repubblica è uscito questo articolo che racconta del gruppo di americani residenti a Torino che si stanno impegnando nella campagna di Obama (fanno parte degli Americans in Italy for Obama). Li ho incontrati qualche giorno fa e con loro stiamo organizzando anche un piccolo evento che dovrebbe svolgersi il prossimo 13 ottobre (dove ancora non si sa). E' davvero bello vivere la politica in modo cosmopolita, sentendosi parte di un movimento che va al di là delle frontiere. La speranza in una vittoria di Obama è soprattutto per noi la speranza in un vento di cambiamento che possa contagiare anche l'Europa e la nostra povera Italia. 




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18 settembre 2008

La Raffa Milleluci




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12 settembre 2008

Change the world




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10 settembre 2008

Sarah Barracuda

Vi propongo questa splendida "Amaca" di Michele Serra da Repubblica di oggi.




Gli analisti internazionali devono mettersi d´accordo, una buona volta: è "pitbull" oppure "barracuda" il cordiale nomignolo della signora Palin, vice di McCain e dunque (non fatevi illusioni) prossima vicepresidente degli Usa? E se fosse "coguaro", o "piranha", o "crotalo", a seconda della fauna delle zone visitate, tutte comunque rigorosamente yankee perché la signora non ha mai messo il naso fuori dagli Stati Uniti (neanche per invadere un Paese straniero)? Se si vogliono simpaticamente indicare la dentatura e il carattere mordace, direi comunque che la sottolineatura è pleonastica. Trattasi – a prima vista – di una di quelle feroci massaie che coltivano i gerani a sberle, e sanno per filo e per segno come si deve vivere e come non si deve assolutamente. Si facesse anche chiamare "cuoricino", sarebbe comunque un tipo da museruola.
La natura splendidamente reazionaria della Palin non è sfuggita, ovviamente, al Foglio di Giuliano Ferrara, che ne ha fatto subito un santino: non se ne perde una, Ferrara, di queste icone della restaurazione mondiale. Per diventare un idolo del Foglio basta essere molto di destra, religioso fervente, antiabortista e soprattutto passare con il caterpillar sopra le poche rovine residue del pensiero democratico. Dio, Patria, Famiglia: siamo ancora lì, sempre lì. E se non vi piace, preparatevi a farvelo piacere.




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Nome
Andrea Benedino

Età
33

Attività
ex assessore sistemi educativi Ivrea, ex portavoce nazionale GAYLEFT, ex componente Commissione per il Manifesto dei Valori del PD, per ora ancora componente segreteria regionale PD Piemonte (finchè non mi cacciano)

Film preferito
"I segreti di Brokeback Mountain"

Libro preferito
"Le ore" di Michael Cunningham

Saggio preferito
"L'ascesa della nuova classe creativa" di Richard Florida

Cantantesse preferite
Tracy Chapman, Tori Amos, Edie Brickell, Fiorella Mannoia

Leaders politici preferiti
Josè Luis Rodriguez Zapatero, Sègoléne Royal, Michelle Bachelet

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