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Amo in te l'impossibile, ma non la disperazione (Nazim Hikmet)


Diario


15 ottobre 2008

"Non voterò per mia suocera" si confessa il baby-genero Palin




da Repubblica di oggi 

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
NEW YORK - Il ragazzo che si è trovato in una storia più grande di lui, che centinaia di telecamere inquadravano alla Convention repubblicana, ora ha abbandonato la scuola ed è finito a fare l´apprendista elettricista in un campo petrolifero in mezzo ai ghiacci del North Slope. Levi Johnston è il giocatore di hockey diciottenne che Sarah Palin ha presentato agli americani come futuro sposo di sua figlia Bristol. Tutti li hanno visti e fotografati mentre si tenevano per mano, mentre John McCain accarezzava il pancione di lei e per giorni hanno occupato le copertine dei settimanali popolari.
Poi Levi è sparito. «La campagna di McCain mi ha detto di evitare i giornalisti», racconta a un reporter dell´Associated Press che lo ha intercettato di fronte alla porta della casa della sua famiglia, a Wasilla, mentre partiva per il suo nuovo lavoro.
Così si scopre che dietro i lustrini della campagna elettorale la realtà è ben diversa: Levi, che sta per diventare papà, non si è iscritto all´ultimo anno del liceo ma è andato a cercarsi un lavoro nel nord dell´Alaska, e tornerà a casa solo quando nascerà il figlio il 18 di dicembre. Si mostra contento - «Sarà un maschio: non vedo l´ora di portarlo a caccia e pesca, lo porterò in ogni posto con me» - ma spiega che la data delle nozze è stata spostata all´estate prossima. Si racconta che Sarah Palin avesse cercato di convincerli a un frettoloso matrimonio riparatore prima della Convention di St. Paul, poi pubblicamente avevano dovuto annunciare che le nozze sarebbero state imminenti, ora si capisce che faceva tutto parte del copione della campagna elettorale, che aveva bisogno di rassicurare conservatori e benpensanti.
Rinviare tutto di dodici mesi è come dire: vediamo come vanno le elezioni e poi liberamente decideremo se sposarci o no. «Non è vero che ci hanno forzato - ci tiene a dire Levi - ci amiamo e ci vogliamo davvero sposare. Stiamo insieme dal primo anno del liceo». Poi per rassicurare dice che ha scelto i testimoni, che saranno due compagni della sua ex squadra di hockey del liceo.
Sull´anulare sinistro ha il tatuaggio con il nome Bristol: «L´ho fatto - spiega - dopo aver perso l´anello di fidanzamento che lei mi aveva regalato, l´ho perso mentre andavo a caccia di caribù».
Alla fine il giornalista gli chiede per chi voterà e si capisce perché gli uomini di McCain gli abbiano suggerito di sparire in mezzo ai ghiacci: Levi non si è iscritto in tempo alle liste elettorali e non potrà andare alle urne. Ma non solo: «Spero che Sarah vinca, sarà mia suocera quindi non posso che augurarmi che vinca, ma a dire la verità non sono un esperto di politica. Non so niente di Barack Obama ma mi sembra un bravo ragazzo, mi piace».
(m. cal.)




permalink | inviato da andreabenedino il 15/10/2008 alle 9:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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ex assessore sistemi educativi Ivrea, ex portavoce nazionale GAYLEFT, ex componente Commissione per il Manifesto dei Valori del PD, per ora ancora componente segreteria regionale PD Piemonte (finchè non mi cacciano)

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