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andreabenedino
Amo in te l'impossibile, ma non la disperazione (Nazim Hikmet)


Diario


30 giugno 2008

Francesismi


 
Ieri il leader della Lega, nonchè ministro delle riforme istituzionali Umberto Bossi ha così commentato con una battuta la vicenda del magnaccia-presidente, utilizzando come di consueto dei francesismi per farsi capire: «Meglio noi del centrodestra che andiamo con le donne, che quelli del centrosinistra che vanno con i culattoni». Davvero un gran signore!!




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29 giugno 2008

Riflessioni sparse

Alcune riflessioni in ordine sparso:

1) Non capisco tutto questo clamore sulle dichiarazioni di Di Pietro: io dopo aver ascoltato quelle telefonate (lo potete fare anche voi clikkando sull'apposita pagina del sito dell'Espresso) avevo detto e pensato anche di peggio..

2) Grande manifestazione quella di ieri del Bolognapride! Se posso permettermi, però, un'osservazione, io avrei scelto un altro percorso: non i  viali (percorso, tra l'altro, eccessivamente lungo e faticoso), ma il centro della città e non la chiusura in Piazza VIII Agosto, ma magari in Piazza Maggiore. All'inizio e alla fine del corteo, quando siamo transitati nella città, l'accoglienza e l'interesse erano ottimi, mentre tutto il resto del lungo corteo era come isolato dal contesto cittadino. Non è un caso che a Torino nel 2006 rispondemmo picche a chi ci voleva far sfilare al Valentino e attraversammo la città da Porta Susa a Piazza Vittorio Veneto transitando per Piazza Castello. Quella sì fu una vera festa popolare. In ogni caso, la partecipazione è stata straordinaria.

3) Sulla querelle rispetto all'adesione o meno del PD la penso così: ci sono stati pride negli anni passati in cui la presenza e la partecipazione dei DS è stata ben più visibile. Eravamo riusciti almeno a strappare la prassi costante negli ultimi anni da parte di Fassino di un comunicato di adesione della segreteria nazionale a ridosso della manifestazione e di una delegazione ufficiale con rappresentanti nazionali e parlamentari locali. Questa volta è andata così: il PD locale ha aderito (suscitando un vespaio di polemiche nel mondo cattolico bolognese, ACLI in testa), quello nazionale no. Però ha dato il suo "patrocinio" (l'utilizzo delle virgolette è voluto) il ministro ombra alle pari opportunità Vittoria Franco, unica parlamentare del PD presente oltre naturalmente a Paola Concia. Dei parlamentari bolognesi od emiliano-romagnoli nessuno ha ritenuto di scendere in piazza e Cofferati non si è fatto vedere (in questo simile al Chiamparino del 2006 che, a differenza della Presidente del Piemonte Mercedes Bresso, non scese in piazza a salutare la manifestazione). E' semplicemente ridicolo che Benedetto Della Vedova, deputato del PDL sempre presente ai pride, abbia rappresentato ieri ben 1/3 della rappresentanza parlamentare presente in piazza. Io tutto questo lo giudico come un segnale molto pericoloso di arretramento del PD a cui non voglio rassegnarmi. Lo so che i soliti critici mi accuseranno di badare sempre e solo al bicchiere mezzo vuoto e non a quello mezzo pieno, ma sono fatto così: io voglio la luna e non mi accontento di nulla di meno. E' così che ho svolto il mio ruolo negli anni passati, denunciando sempre e comunque tutte le insufficienze del mio partito, e non ho smesso di pensarla a questo modo, perchè penso sia solo così che possano fare politica degli omosessuali dichiarati in un partito che vogliano essere utili al loro movimento.

4) Piuttosto mi sembra che la notizia vera sia che oltre a non esserci il PD (tranne le eccezioni di cui parlavo prima), non c'era neppure il variegato mondo della Sinistra Arcobaleno e dei Socialisti: sì, c'è stato Niki Vendola per un quarto d'ora e da quel che leggo sui giornali pure Pecoraro Scanio (ma io non l'ho visto personalmente), ma nessuna bandiera, niente di niente..è come se questa sinistra, che negli ultimi anni si è riempita spesso la bocca di diritti civili, sia caduta in un pericoloso letargo. Tutto ciò è davvero preoccupante.

5) Mi si racconta che alla fine dei comizi dal palco, quando noi torinesi eravamo già avviati ai pullman per rientrare a Torino, c'è stata una mezza rissa, al termine della quale è stata arrestata Graziella Bertozzo, storica militante lesbica, attivista di Facciamo Breccia e nota avversaria di Arcigay. Mi si racconta anche che un poliziotto si sarebbe rotto un menisco in seguito ad un calcio della Bertozzo e che il segretario nazionale di Arcigay Riccardo Gottardi sarebbe stato preso a sberle da Elena Biagini e da un altro sempre del gruppo di Facciamo Breccia. Il tutto sarebbe stato originato dalla pretesa di occupare il palco da parte degli esponenti di Facciamo Breccia. Niente di nuovo, per carità: è la loro solita arroganza con la quale pretendono di imporre la loro linea al movimento. No, anzi, questa volta qualcosa di nuovo c'è: è venuta meno la pratica nonviolenta che da sempre caratterizza il nostro movimento. Davvero un gran risultato, complimenti!!

6) A scanso di equivoci e questa volta a viso aperto, annuncio a tutti che stasera tiferò per la Spagna alla finale degli europei contro i crucchi. Mi auguro che dopo averci battuti ora possano vincere anche la finale. Almeno ne sarà valsa la pena, no?




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27 giugno 2008

No comments

E' da un paio di giorni che non riesco ad approvare (e quindi a pubblicare) i commenti che ricevo. Mi scuso con tutti, ma dev'esserci qualche problema con il Cannocchiale. Per questo motivo ho deciso di rendere di nuovo automaticamente approvati i commenti ricevuti e di pubblicare in questo post quelli ricevuti nei giorni scorsi (evitando le ripetizioni ovviamente).


non è solo in ritardo di un anno, andrea. avrebbe dovuto dire queste cose nel 2001, vista la lucida e corretta analisi che fa della rimozione del conflitto che aveva portato i ds verso il disastro di quelle elezioni. Se il tempo della rimozione del conflitto tra la generazione dei dirigenti emersi nel pci sono stati gli anni novanta (seconda metà), se questa mancanza di ricambio ha determinato la morte ingloriosa ed immeritata dei ds per buona parte degli anni duemila, adesso non si capisce più di cosa cuperlo parli, con chi e per chi parli. Vuole che le dinamiche del ricambio che scaturiscono da un'analisi come la sua, che è prettamente interna al vecchio corpo dei ds, si applichino anche a cusumano fioroni e rutelli? Lo pensa seriamente? sarà altro tempo perso. Questa specie di gladio rossa o corrente nostalgia che avrebbe messo in piedi d'alema è il tentativo immorale di eternare i vizi capitali del suo gruppo dirigente oltre la morte stessa del partito che li aveva generati. Di addolcire ai suoi il pensiero che il partito che ne aveva generato le fortune e l'ebbrezza di potere è sparito. Allora gliene ha creato l'immagine. E' hubris, rovinosa hubris. Questo paese in effetti avrebbe tanti scheletri nell'armadio per cui ricevere una punizione divina. Il gruppo dirigente che questi personaggi rappresentanto è una discreta fetta di punizione. non c'è proprio limite al peggio. Povera patria.
soluzionesalinas.ilcannocchiale.it


# 2    commento di   Andrea Cavaletto - utente certificato  lasciato il 27/6/2008 alle 9:53
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"Dopo la sconfitta del 2001 non abbiamo fatto quello che ha fatto in Inghilterra il New Labour. Tra il 1979 e il 1997 sono passati diciotto anni, un'intera generazione: alla fine il Labour è tornato al governo con Blair, ma era un partito completamente diverso. Noi questo rinnovamento profondo non l'abbiamo compiuto. Perfino il Pd è stata vissuto dai gruppi dirigenti come una scelta inerziale."

Notare la riflessione, tra le righe, sul partito socialdemocratico che non abbiamo costruito,e sul PD come finale raggiunto per "inerzia".

Cuperlo sta diventando il mio vate.
 

Una pubblicità che non ha avuto vita facile quella della Heinz, come ricorda anche il Corriere della Sera: "Proibita la programmazione nelle fasce orarie «protette», quelle in cui si presume che i bambini possano essere di fronte alla tv. Non per il messaggio gay, ma perché la maionese è ricca di grassi e la Gran Bretagna sta combattendo una grande battaglia di retroguardia sul fronte dell'obesità."
Per una volta, almeno, chi deciderà di boicottare avrà anche vantaggi per la propria salute!

http://noirpink.blogspot.com/2008/06/tendenze-lomofobia-servita-condita-con.html

http://noirpink.blogspot.com/

A_Sinistra.ilcannocchiale.it




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26 giugno 2008

Espresso Cuperlo

A quanto pare il mio amico Gianni Cuperlo ha deciso di continuare a dire cose condivisibili, incurante delle reazioni ricevute in questi giorni anche da parte di alcuni suoi presunti sodali (valga per tutti il commento del senatore Latorre sulla Stampa di due giorni fa: "Ma anche Cuperlo va per i cinquanta.."). Si tratta peraltro di cose che Gianni dice da tempo: ricordo di avergliele sentite dire un anno e mezzo fa a Roma ad un convegno di giovani bloggers e dirigenti dei DS. Il problema è passare tutti assieme dalla teoria alla pratica. Quest'agenzia che vi propongo è tratta da un'intervista all'Espresso.



PD/ CUPERLO: DIRIGENTI COME FRATELLI COLTELLI

Roma, 26 giu. (Apcom) - Gianni Cuperlo,dopo il suo attacco alla leadership del Pd, cita il poeta Umberto Saba, triestino come lui, per descrivere il male oscuro del partito. "Nel '45 disse che il problema dell'Italia è che non siamo fondati sul parricidio, ma sul fratricidio - dice in un colloquio con L'espresso -. Invece di allearci per uccidere il padre ci facciamo fuori tra noi. Con l'aggravante che in politica, spesso, i fratelli tendono a mettersi d'accordo con il padre per far fuori gli altri fratelli, i loro coetanei".

Quanto al ricambio generazionale però Cuperlo non dà la responsabilità ai leader: "Sia chiaro: se la foto di gruppo dei dirigenti negli ultimi quindici anni non è cambiata la colpa non è di quelli che sono rimasti, ma di quelli che non sono emersi. È nostra". Per recuperare il tempo perduto "non dobbiamo avere paura di misurarci con il confronto e anche con il conflitto di idee, di opinioni, di culture. Nel mio vecchio partito, dopo lo scontro del '94 tra D'Alema e Veltroni per la successione a Occhetto, si è coltivata la rimozione del conflitto. Credo che nel Pd dobbiamo superare questa ideologia dell'unità, la mitologia dell'unanimismo che ci ha impedito di confrontarci e di crescere. L'unità è un risultato cui approdi alla fine, non puoi avere paura, sopire, impedire, inibire la formazione del nuovo soggetto".

"All'ultima assemblea ho ascoltato tanti interventi, del tutto condivisibili. Solo che se chiudevi gli occhi avresti potuto tranquillamente collocarli nel 2001, sette o otto anni fa - osserva Cuperlo -. Dopo la sconfitta del 2001 non abbiamo fatto quello che ha fatto in Inghilterra il New Labour. Tra il 1979 e il 1997 sono passati diciotto anni, un'intera generazione: alla fine il Labour è tornato al governo con Blair, ma era un partito completamente diverso. Noi questo rinnovamento profondo non l'abbiamo compiuto. Perfino il Pd è stata vissuto dai gruppi dirigenti come una scelta inerziale. L'idea più coraggiosa e radicale che abbiamo concepito è stata gestita con gli strumenti dell'ordinaria amministrazione. Questo ci dice che il rinnovamento non è un problema solo generazionale. Ci sono persone che sono molto più libere di pensare anche se più anziane. Serve una nuova leadership collettiva".

Leadership collettiva sa di scorciatoia per non affrontare di petto la questione del cambio del leader, del segretario, gli viene fatto notare: "Franceschini - risponde - dice che Veltroni sarà il candidato premier anche nel 2013 e io non ho nulla in contrario. Anzi, lo ripeto per l'ennesima volta: alle elezioni del 13 aprile senza Veltroni saremmo stati travolti. Ora però Veltroni e gli altri dirigenti devono aiutare il Pd in questo processo. Devono far uscire allo scoperto idee, proposte, suggestioni, rigenerare le cellule di questo corpo che sta male perché ogni sconfitta è dolorosa, ma senza letture consolatorie".

"Il rischio è che il Pd non trovi una ragion d'essere che ne giustifichi l'esistenza. Non possiamo fare un partito che si adatta come una coperta sulla società italiana, sulle sue pieghe e sulle sue colline - conclude Cuperlo -. Non dobbiamo solo dare una rappresentazione, dobbiamo dare una rappresentanza a un popolo. Altrimenti il progetto fallisce".




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26 giugno 2008

Spot Heinz

Guardatevi questo spot della majonese Heinz, ritirato nel Regno Unito perchè giudicato inappropriato, cosa che ha suscitato le proteste del gruppo lgbt inglese Stonewall. Proprio stamattina appena sveglio ho rivisto su Sky la fine della puntata di ER in cui muore la compagna della dott.ssa Weaver, con cui avevano concepito un figlio, e la puntata si chiude con la scena drammatica in cui alla Weaver viene portato via il bambino, in quanto figlio biologico soltanto della sua compagna. Il tema della genitorialità omosessuale è a parer mio la nuova frontiera culturale dei prossimi anni e discuterne, anche solo attraverso uno spot, non può che fare del bene alla società.





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23 giugno 2008

Parole sante..forse tardive?

Confesso che aspettavo da anni parole come queste da parte di Gianni Cuperlo. Continuo a condividerle, anche se non nascondo due sensazioni: la prima è che forse arrivano fuori tempo massimo (io le auspicavo un anno fa, in previsione del 14 ottobre e della scelta dei candidati leader); la seconda è che per l'ennesima volta Gianni, che ho avuto modo di conoscere abbastanza bene in questi ultimi anni di battaglie comuni, se si dovrà arrivare al dunque non vada sino in fondo e si tiri indietro. In ogni caso ben vengano le sue parole e il dibattito che susciteranno, che spero possa veder coinvolta in modo trasversale una nuova generazione di questo partito.



PD: CUPERLO, SERVE UNA NUOVA LEADERSHIP PER RINNOVAMENTO

(ANSA) - ROMA, 23 GIU - 'Noi avremmo bisogno di grande coraggio, lealta' e di generosita' in particolare da parte di una leadership collettiva, una foto di gruppo, che da quindici anni ha diretto e governato le diverse stagioni della vicenda politica del centro sinistra in questo Paese'. Lo dice a Radio Radicale il deputato del Pd Gianni Cuperlo. 'Questa foto di gruppo - continua - puo' e deve rivendicare i suoi grandi meriti, ma ha anche limiti evidenti, un logoramento visibile'.
'La generosita' - aggiunge - starebbe nel fatto che questa leadership collettiva si rendesse conto che oggi il suo compito non e' meno impegnativo, anzi e' forse piu' decisivo, ed e' mettere in sicurezza il progetto del Pd favorendo il venire in campo di un'altra foto di gruppo e anche di nuove leadership che siano fino in fondo figlie di questa stagione e di questo progetto di partito nuovo'. 'Detto cio' - spiega Cuperlo - io non credo molto nella rottura generazionale, credo che ci siano persone di valore sparse tra le generazioni. Ma al di la' del tratto generazionale, e comunque un elemento di rinnovamento si pone dato che avviene cosi' dappertutto in Europa e nel mondo, si pone il problema di mettere mano a quella foto di gruppo che, con i suoi tanti meriti, oggi appare un po' ingiallita e logorata anche agli occhi piu' benevoli'. 'E' un problema che dovremmo affrontare per la passione con cui abbiamo costruito questo Pd' conclude il deputato del Pd. 'Se vogliamo bene a questo progetto dobbiamo cercare di fare questo sforzo di rinnovamento, altrimenti il pericolo e' che all'esterno non ci capisca nessuno'. (ANSA).




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22 giugno 2008

Attaccare i gay porta sfiga



La partita è finita da pochi minuti. L'Italia ha subito il gioco della Spagna per quasi tutta la partita. E' finita ai rigori, laddove sarebbe servita la fortuna per vincere, e l'Italia di fortuna ha dimostrato di non averne abbastanza. L'aveva già dimostrato la vicenda di Francesco Rutelli candidato sindaco a Roma e lo conferma la polemica di Ringhio Gattuso degli ultimi giorni: attaccare i gay porta una sfiga pazzesca!! W Zapatero, W la Spagna delle libertà!!




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22 giugno 2008

Un video profetico




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22 giugno 2008

Spagna-Italia: per chi tifare?


 

Dopo le dichiarazioni di Gattuso dell'altro giorno sui matrimoni gay, confesso che il mio tifo azzurro sta vacillando (in realtà vacillava già da prima, vista la squadra di schiappe che abbiamo messo in campo quest'anno). In modo particolare stasera sarò in grande difficoltà a tifare per un'Italia che ha tra i suoi giocatori persone come Ringhio che riproducono nelle loro dichiarazioni vecchie discriminazioni e che mancano di rispetto ad un paese come la Spagna che all'Italia avrebbe molto da insegnare. Spero venga presto il tempo in cui l'omosessualità - che nel calcio è ben presente, anche ai massimi livelli del campionato, e credo anche nella nazionale - possa essere vissuta come un fatto normale. Il machismo imperante nel calcio è quello che porta moltissimi gay calciatori a nascondersi o a rifugiarsi in finti-matrimoni con veline a pagamento, cosa che tutti i giornalisti sportivi sanno ma che nessun giornale mai si permetterebbe di scrivere.
Quindi, per chi tifare? Per questa Italia? Con davvero scarso entusiasmo, almeno stasera. O per la Spagna di Zapatero, dei diritti civili e della modernità? Confesso che sono molto tentato..
Diciamo che continuerò a tifare per l'Italia, ma che se alla fine dovesse vincere la Spagna in cuor mio non sarò poi tanto triste..e in ogni caso W ZAPATERO ORA E SEMPRE!!




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14 giugno 2008

Obama ribadisce sì ad aborto e matrimoni gay

Come ben sa chi legge da tempo questo blog, io tra Obama e Hillary ho sempre tifato per quest'ultima. Ma ora che Obama ha vinto le primarie democratiche, sono le sue posizioni che devono essere lette e valutate con attenzione. Vi segnalo quest'agenzia in cui proprio ieri Obama ribadiva di fronte a dei leader religiosi protestanti il suo favore alle leggi che consentono l'aborto e per i matrimoni gay. Chissà cosa ne pensano quei leader democratici italiani, a partire da Uòlter, che spesso si riempiono la bocca di tutto ciò che fa Obama? 



USA: OBAMA RIBADISCE SI' AD ABORTO E MATRIMONI GAY

Washington, 14 giu. (Adnkronos/Dpa) - Obama ha ribadito il suo sostegno alle leggi sull'aborto e al riconoscimento in tutti gli Stati del matrimonio fra persone dello stesso sesso. Lo ha fatto nei giorni scorsi usando parole 'molto caute' in un incontro a porte chiuse con pastori protestanti provenienti da tutto il Paese.

A rendere noto il contenuto del discorso del candidato democratico alla Casa Bianca, in una intervista all'agenzia di stampa tedesca 'Dpa', e' stato il reverendo Luis Cortes, uno dei 42 esponenti religiosi invitati presenti alla riunione di giovedi' a Chicago. Obama, ha detto, 'e' stato molto cauto nel rispondere'. Ma 'ha dimostrato di conoscere molto bene le questioni di cui parlava'.

In tema di aborto, Obama ha espresso la sua personale opposizione all'interruzione volontaria di una gravidanza, ma ha sottolineato che 'renderlo illegale non lo elimina, ma fa solo si' che i poveri soffrano di piu' delle persone benestanti'.
'Personalmente, preferirebbe che non venissero praticati aborti, ma comprende che cambiare la legge non e' la risposta al problema', ha aggiunto il reverendo.

Obama 'ritiene che la parola matrimonio e' un concetto teologico e capisce che le chiese non vogliano cambiare questo termine', ha aggiunto l'esponente religioso. Ma allo stesso tempo, il candidato ha detto di parlare come leader della societa' civile, e in quanto tale e' favorevole al matrimonio fra persone dello stesso sesso, come 'un diritto che deve essere offerto' ai gay.
'Oltre la meta' dei pastori presenti alla riunione non ha apprezzato le sue risposte, in modo particolare quelli piu' conservatori', ha affermato Cortes.




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13 giugno 2008

Biellapride

Vi segnalo questo articolo di Repubblica di Torino di oggi sulla manifestazione del Biellapride di domani pomeriggio.



Biella, il Gay pride regionale sfila in centro dopo tanti veti

Il sindaco: "Non siamo bigotti, i dubbi nascevano solo da problemi di viabilità"

SARA STRIPPOLI

L´ECO DEL GAY PRIDE BIELLESE - appuntamento domani alle 16 in piazza Vittorio Veneto, ma alla stessa ora è già previsto un sit-in di Forza Nuova nella piazza vicina - è arrivato anche in Parlamento. Biella come Roma, ha dichiarato nella discussione della sua interpellanza l´onorevole Paola Concia del Pd: «Signor sottosegretario, vi è un elemento che accomuna sia la mancata concessione di piazza San Giovanni a Roma sia quanto accaduto a Biella con le piazze negate: il pregiudizio rispetto a questo tipo di manifestazioni».
A chi si riferiva? All´autorità ecclesistica? Ai consiglieri di area cattolica? A una barriera di benpensanti? A dir la verità, mentre il dialogo con i vertici della Curia c´è stato, tanto che il teologo don Ermis Segatti ha partecipato ad un affollatissimo incontro su omosessualità e fede, a salire sul banco degli imputati questa volta è stato soprattutto il prefetto di Biella, Narcisa Brassesco, che durante un incontro con gli organizzatori della manifestazione (Enzo Francone, Arianna Gelardi, Adriana Guala) si sarebbe lasciata andare a commenti finiti prima sulle pagine dei giornali e poi fino a Montecitorio: «Ognuno deve esprimere le proprie libertà senza imporle agli altri, e fare un Gay pride dentro la città significa costringere il cittadino biellese ad entrare in una manifestazione in cui non intende trovarsi».
Parole che il prefetto ha poi smentito: «Sono amareggiata perché sono stata indubbiamente fraintesa. D´altronde mi rendo conto che persone con particolare sensibilità a certe tematiche possano mal comprendere». Mai avuto nessuna intenzione di esprimere il benché minimo giudizio sulla manifestazione, chiarisce il prefetto: «Mi sono limitata a dire che è mio compito garantire qualunque manifestazione salvaguardando anche la pace degli altri. C´erano tre opzioni, si è cercato di scegliere quella che appariva la migliore per le esigenze di tutti».
Tanto rumore per nulla visto che la piazza assegnata è in centro? Nei giorni scorsi persino una lettera indirizzata dagli organizzatori del pride omosessuale a Marco Paolini che sabato farà il suo spettacolo in città e che era stato indicato come una delle ragioni del veto per la sovrapposizione dei due eventi. Il sindaco di Biella, il democratico Vittorio Barazzotto (origini politiche nel partito repubblicano) getta acqua sul fuoco e dice che i veti iniziali su piazza 1° Maggio e piazza Martiri erano motivati da mere ragioni logistiche e organizzative: «Il sabato Biella si anima per lo shopping e i biellesi in genere sono poco disponibili ad utilizzare i parcheggi a pagamento. C´è molto traffico, abbiamo cercato la soluzione migliore e alla fine credo che tutti siano soddisfatti», dice sorridendo il primo cittadino. Ma per carità, che non si cerchi di far passare la città per una comunità di bigotti: «Qui siamo molto pragmatici, i pregiudizi non esistono».
Il comitato, ieri riunito per la conferenza stampa di presentazione si augura che tutta Biella sia domani al pride e ricorda che la sfida era proprio portare il pride regionale in una piccola città di provincia. Domani mattina però, alle 12, alcune associazioni Glbt (gay, lesbian, bisex e trans) promuovono un presidio di un´ora davanti alla prefettura per ribadire il principio della libertà di manifestare. Andrea Benedino, componente della segreteria regionale del Pd, dice che l´obiettivo della manifestazione era proprio quello di far emergere la realtà quotidiana che gay e lesbiche vivono soprattutto in provincia, una realtà di perbenismo e ipocrisia: «Una realtà che spinge ancora gli omosessuali a nascondersi, soprattutto adesso, in un clima che in questi ultimi tempi sta visibilmente peggiorando». Aver denunciato questo perbenismo, riportando le parole dette in un incontro dal prefetto «sta producendo effetti positivi. Le notizie di queste ultime ore testimoniano che la città sta reagendo, si cerca di organizzare iniziative collaterali».




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6 giugno 2008

50.000!!

50.000!!

50.000 contatti!! E chi l'avrebbe mai detto all'inizio dell'avventura di questo blog? Grazie a tutti quanti hanno dedicato un po' del loro tempo a leggere le mie riflessioni o le mie segnalazioni, grazie a quanti le hanno commentate, ai miei sostenitori e ai miei critici. Cercherò di proseguire quest'avventura e di dedicarvi un po' più di tempo di quanto ho fatto ultimamente, in attesa di raggiungere con voi il prossimo traguardo.




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3 giugno 2008

Fenomeno Zoro, l´anti-leader lanciato da YouTube

Vi segnalo questo articolo, tratto da Repubblica di domenica, che racconta il fenomeno Zoro, alias Diego Bianchi. Se volete saperne di più andate su Youtube e digitate "tolleranza zoro", vi consiglio in particolare la nona puntata, quella che in parte è raccontata in questo articolo.



Fenomeno Zoro, l´anti-leader lanciato da YouTube 

di CONCETTO VECCHIO

ROMA - Il nome - Fondazione Daje, alla romanesca - è uno sberleffo alla fioritura di "pensatoi". Il leader è un blogger-istrione adorato dagli under 40, Diego Bianchi, detto Zoro. Le intenzioni sono serissime: far pressione sul gruppo dirigente del Pd affinché tragga le conseguenze dalla sconfitta elettorale. Una libreria a due passi dall´abitazione privata di Giorgio Napolitano, stracolma di giovani elettori democratici, ha celebrato l´altra sera l´atto di nascita. Duecentoventi iscritti, ma il passaparola sul web è appena cominciato. E, in cantiere, c´è anche un giornale. Questo, in sintesi, lo Zoro-pensiero: «Rutelli e Bettini dovrebbero fare un passo indietro, forse anche Walter. Leggo sul blog di Gianni Cuperlo che aspetta la convocazione della sua corrente per approfondire le ragioni della sconfitta: certi giovani non diventano proprio mai adulti. Bersani è bravo, però andrebbe messo alla prova. Anche Zingaretti è capace, ma passa ancora per un ragazzo».
Bianchi ha 38 anni. Più del Pd ama solo la Maggica, cioè la Roma. Il suo rapporto con Veltroni è di amore-odio. L´ha seguito per quasi un anno, confezionando una serie di video, cliccati 350 mila volte su You Tube, che rappresentano lo spaesamento dell´elettore del centrosinistra e fotografano con ironia la crisi della sua dirigenza, i continui richiami all´alterità (Veltroni dal palco di piazza del Popolo che dice «noi siamo diversi»), la questione delle radici (Zingaretti «che preferirebbe tacere il passato di capo della Fgci»), i legami difficili con la base (Rutelli arriva a San Giovanni e i cittadini si lamentano perché sta solo davanti ai fotografi), il governo ombra. Racconta Zoro: «Ho partecipato ad un´analisi del voto e il dirigente incaricato della relazione introduttiva ha esordito così: "Cominciamo col dire che ha vinto Berlusconi". Quindi c´ha spiegato che "i nuovi dirigenti non nascono sugli alberi di banane". Neanche un applauso. I militanti, voci addolorate, sono stati applauditi tutti. Alla fine è toccato al dirigente più importante trarre le conclusioni: "Sarò schematico. Il Pd affonda le sue radici nel Dopoguerra". Eravamo rimasti in sette ad ascoltarlo».
In libreria si ride molto. Le ragazze sventolano ventagli per difendersi dall´afa. Dibattito oltre la mezzanotte. Voci dalla platea: «Basta con la sindrome da Pd ammosciato!». «Bandiamo la parola territorio. Ha rotto». «Via pure la parola giovane. E pure l´espressione radicarsi è abusata».
La sconfitta del partito è stata la fortuna di Bianchi. Mentana l´ha chiamato per commentare a Matrix la puntata "Sinistra anno Zero" e registi come Francesca Archibugi e Paolo Virzì ormai lo accolgono con un «siamo tuoi grandi fans». «Quando ero piccolo alle adunate del Pci ci trovavo Nilde Iotti, oggi t´imbatti in Adinolfi, che ogni tanto mi telefona per chiedermi se mi hanno cercato i rutelliani. Al comizio finale Veltroni portò sul palco Tiberio Timperi, Sebastiano Somma, Pippo Baudo, poi si mise a leggere lettere lacrimevoli. Je mannano ‘e lettere, ‘na mail non ce l´ha. Mia moglie, che stava seguendo il discorso in diretta tv, mi mandò questo sms: "Ammazza che palle!". Non potevamo che perdere».




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3 giugno 2008

Facciamoci sentire da Mahmud

Vi segnalo questo articolo di Aurelio Mancuso tratto dal Riformista di oggi.

FACCIAMOCI SENTIRE DA MAHMUD
Ecco che cosa fa agli omosessuali iraniani

di Aurelio Mancuso

Dal 1979 ad oggi, secondo le organizzazioni internazionali umanitarie più di 4000 gay e lesbiche sono state condannate a morte. La guida spirituale e politica della rivoluzione islamica iraniana l’ayatollah Khomeini, pubblicò una fatwa sulla transessualità che la definiva una condizione medica che andava curata con la chirurgia. Da allora sono state migliaia le operazioni effettuate sotto la stretta sorveglianza dei guardiani della rivoluzione. Quindi, la legge in Iran prevede la morte per chi pratica l'omosessualità mentre il governo iraniano fornisce 5mila dollari a ogni persona che vuole cambiare sesso, oltre ai costi della terapia ormonale. Le transessuali sono oggi in Iran circa 150 mila, un numero percentualmente spropositato se si pensa che le transessuali italiane sono circa 25mila. Moltissimi gay iraniani, pur di scampare a persecuzioni e morte, sono "portati" ad operarsi, a mutilare il proprio corpo, vittime di un’inaudita violenza psicologica. Con questi numeri si presenta il presidente della Repubblica Islamica dell’Iran a Roma per la Conferenza della Fao. Ringrazio il Riformista di aver acceso un potente faro sul caso Iran. Per Arcigay, questa è anche la migliore occasione per rilanciare l’allarme sulla situazione dei diritti umani in Iran, diventata sempre più insostenibile a seguito di un’articolata campagna repressiva. L’Iran non è l’unico paese al mondo che ammazza per legge i gay e le lesbiche, gli fanno compagnia Arabia Saudita, Sudan, Yemen, Mauritania, Pakistan. Un’altra ottantina di Stati prevede condanne severe, anche il carcere a vita, e permette, quando non sollecita, torture, violenze, discriminazioni.  Ma l’Iran ha un triste primato nel reprimere con la violenza ogni diritto delle persone omosessuali. Nei primi anni '80, per esempio, 70 persone sono state trucidate dopo aver tentato di organizzarsi in un'associazione gay e lesbica. Altri 100 omosessuali sono stati condannati a morte nel 1992 dopo un'incursione della polizia ad una festa privata. Negli ultimi anni, proprio da quando si è insediato Ahmadinejad, la persecuzione contro gli omosessuali ha conosciuto un’escalation. Sotto il suo governo sono state portate a termine esecuzioni pubbliche dimostrative di giovani accusati di violenze contro i minori, ma in verità solo incolpevoli vittime, orrendamente scelte come prova di forza. D’altronde l’accusa di sodomia è utilizzata, e in questo l’Iran fa buona compagnia a tanti regimi sanguinari odierni e del passato, come arma politica di eliminazione dei dissidenti e degli avversari politici. I metodi più usati per uccidere le persone accusate di omosessualità sono la decapitazione, il taglio in due con la scimitarra, la lapidazione, il rogo al palo e il lancio da un precipizio o dal tetto di un palazzo, anche se di recente si preferisce l’impiccagione perché consente una maggiore teatralità e coinvolgimento popolare. Ho avuto un sobbalzo quando ieri ho letto su la Repubblica l’intervento di Lucio Caracciolo, che derubrica Mahmud Ahmadinejad a diavoletto subdolo e odioso. L’articolo, summa di real politik, non può certamente tenere conto della scia di sangue che accompagna il presidente iraniano. Quando si tratta di diplomazia tra stati, strategie regionali e mondiali, per alcuni la vita delle persone slitta in secondo piano, diventa una variabile indifferente. Sappiamo bene che l'Italia, sia per ragioni commerciali sia per il suo ruolo di componente della Comitato per diritti umani dell’Onu, assunto il 20 Giugno 2007, sarebbe una voce ascoltata in Iran. Per queste ragioni e per riaffermare la ferma e fattiva promozione del diritto alla vita, che ha fatto dell'Italia uno dei principali attori della battaglia per la moratoria universale contro la pena di morte, chiediamo che il Governo, sia con azioni diplomatiche dirette, sia con iniziative coordinate in sede europea, faccia il possibile per scongiurare il perpetuarsi di questa situazione di oltraggio alla vita e ai diritti umani fondamentali, richiami l'Iran al rispetto dei trattati internazionali e sostenga i movimenti per i diritti civili presenti nel paese.




permalink | inviato da andreabenedino il 3/6/2008 alle 12:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


2 giugno 2008

Appello Amnesty Lettonia: firmate!!

Lettonia: diritti umani della comunità Lgbt a rischio

Data di pubblicazione dell'appello: 19.05.2008

Status dell'appello: attivo

Gay Pride, Riga 2007
Gay Pride, Riga 2007

Negli anni passati, in Lettonia, i diritti umani della comunità Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali, transgender) sono stati violati in diverse occasioni.
 
Nel 2005 il Consiglio comunale di Riga si era opposto allo svolgimento del Gay Pride che, a seguito dell'intervento del Tribunale amministrativo, ha avuto luogo tra lanci di uova e lacrimogeni.
 
Durante la marcia personalità politiche ed istituzionali (tra cui l'allora primo ministro e il vicepresidente del Parlamento) hanno rilasciato dichiarazioni apertamente omofobiche.

Anche nel 2006 il Consiglio comunale non ha autorizzato la marcia, questa volta motivando il provvedimento con l'impossibilità per la polizia di garantire la sicurezza a fronte delle minacce ricevute. In questo caso il Tribunale amministrativo di Riga ha confermato la decisione, ma il contenuto di tali minacce non fu rivelato. In almeno due occasioni collegate al Gay Pride, una manifestazione religiosa e una conferenza stampa, un folto numero di manifestanti ha impedito lo svolgimento delle attività, con lancio di uova ed escrementi umani, senza alcun intervento da parte delle forze dell'ordine.

A sostegno della comunità Lgbt lettone, nel 2007 Amnesty International ha partecipato alla marcia con una propria delegazione, composta da rappresentanti di dodici Sezioni europee. Questa volta la manifestazione ha ricevuto adeguata protezione da parte della polizia e, nonostante le proteste di un nutrito numero di contro-manifestanti, la marcia ha avuto luogo, seppur confinata nel chiuso di un parco cittadino.

Amnesty International apprezza lo sforzo che le autorità lettoni hanno fatto nel 2007 nel fornire adeguata protezione durante la marcia del Gay Pride, ma allo stesso tempo ricorda al governo della Lettonia che è necessario ancora lavorare al fine di garantire alla comunità Lgbt il diritto alla libertà di manifestare pubblicamente per le strade di Riga.

Primo Ministro
Ivars Godmanis
Brivibas Boulevard 36,
Riga, LV-1520
Latvia
E-mail: vk@mk.gov.lv

Ministro dell'Interno
Mareks Seglins
Raiòa bulvâris 6,
Riga LV 1050
Latvia
E-mail: kanceleja@iem.gov.lv

Egregio primo Ministro,
Egregio Ministro dell'Interno

Siamo sostenitori di Amnesty International, una organizzazione non governativa che lavora in maniera imparziale in difesa dei diritti umani dal 1961.

Nel 2005 e nel 2006 le organizzazioni per i diritti Lgbt lettoni hanno provato ad organizzare degli eventi pubblici per rimarcare il loro impegno nella lotta per il pieno godimento dei diritti umani. In entrambe le occasioni si sono registrate le interferenze degli oppositori che si sono evidenziate con attacchi fisici e verbali. Nel 2006 il Gay Pride è stato vietato dalle autorità. Nel 2007, invece, la manifestazione si è svolta regolarmente e, grazie alla protezione della polizia, non si sono registrati incidenti di rilievo.

Amnesty International ritiene che tutte le persone, indipendentemente dal loro orientamento sessuale o dall'identità di genere, debbano avere uguale accesso ai diritti umani.

Per queste ragioni Le chiediamo:

- di agire in qualsiasi circostanza con la dovuta diligenza per proteggere la comunità Lgbt dalle violenze della comunità. Le autorità dovrebbero anche chiarire che questo tipo di violenza è un reato penale e come tale sarà perseguito;

- di assicurare che in nessuna circostanza venga impedito il diritto a riunirsi e associarsi pacificamente relativamente alla tematica dell'orientamento sessuale o dell'identità di genere, e di assicurare che un'adeguata protezione sia predisposta per evitare violenze o molestie nei confronti di coloro che esercitano questi diritti;

- di assicurare che specifiche direttive e un'adeguata formazione siano impartite ai funzionari delle forze dell'ordine che hanno il dovere di proteggere i diritti umani di tutti gli individui indipendentemente dal loro orientamento sessuale o identità di genere; così come indicare le modalità con le quali identificare e indagare i reati di stampo omofobico e transfobico;

- di assicurare che i permessi richiesti per organizzare eventi Lgbt in luoghi pubblici non siano giudicati dalle autorità competenti in maniera discriminatoria.

Vi ringraziamo per l'attenzione.




permalink | inviato da andreabenedino il 2/6/2008 alle 17:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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ex assessore sistemi educativi Ivrea, ex portavoce nazionale GAYLEFT, ex componente Commissione per il Manifesto dei Valori del PD, per ora ancora componente segreteria regionale PD Piemonte (finchè non mi cacciano)

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