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Lotta all'omofobia: partire dalle scuole

Pubblico questa mia intervista a Repubblica di Torino di oggi sulla mozione presentata da SD al Comune di Torino.




Benedino: "Buona idea Il fenomeno è in crescita"

L´esponente Arcigay: Torino è un modello per le altre città 
In molti istituti si fanno interventi mirati per docenti e studenti Però è utile aumentare le iniziative

SARA STRIPPOLI
Andrea Benedino, lei è consigliere nazionale di Arcigay ed ex-portavoce nazionale dei gay del Pd. Oltre a ciò fa parte della segreteria regionale del Pd. Cosa ne pensa della proposta di Sinistra democratica?
«Il giudizio non può che essere positivo, anche se penso che non mi sembra una grande novità. Il Comune di Torino è stato apripista dai tempi in cui, nella giunta Castellani, Eleonora Artesio era assessore alla pari opportunità. Nelle scuole esiste un servizio contro le discriminazioni e con "Torino Pride" l´iniziativa è stata estesa ad altre amministrazioni sul nostro territorio. Si fanno attività nelle scuole con interventi mirati sia nei confronti degli insegnanti sia nei confronti degli studenti. Dal punto di vista della collaborazione sui temi della lotta all´omofobia Torino è un modello invidiato da altre città». 
Sta dicendo che quello che si fa è sufficiente?
«Le iniziative non sono mai sufficienti, il fenomeno della discriminazione è in crescita. All´interno delle attività contro il bullismo la lotta contro le discriminazione sessuali gioca un ruolo importante. Ben venga dunque un potenziamento». 
Si parla di incremento. Una percezione o avete dati aggiornati? 
«Non è solo una percezione, sono in aumento le denunce. Ed è un dato che deve essere considerato in chiave positiva perché con un aumento della visibilità cresce anche la volontà di non nascondere i conflitti e i casi di discriminazioni. Nei prossimi giorni, dal 13 al 19 ottobre, ci sarà a Torino un meeting organizzato dalla rete di Arcigay giovani. Arriveranno giovani da tutto il mondo, saranno affrontati questi temi e si metteranno a confronto le iniziative che si fanno sul territorio piemontese». 
Ci sono ricadute positive sugli interventi che si fanno a scuola? 
«La ricaduta c´è, ma certo la risposta non è ancora adeguata. Ricordo la difficoltà che ha avuto Arcigay anni fa quando il servizio è stato attivato. Alcuni presidi chiedevano la presenza di un sacerdote e di uno psicologo. Sembra incredibile ma quando si parla di discriminazione la par condicio sembra una condizione essenziale».

Pubblicato il 5/10/2008 alle 12.23 nella rubrica Diario.

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